Thursday, 3 November 2011

AMICIZIA TERAPIA

Quanto fa bene l'amicizia alla salute mentale? Tantissimo. Se un'amicizia é vera essa é pure importante per le emozioni, l'amicizia ha virtù di emozioni positive, in genere, e sopporta e consola le negatività che fanno soffrire gli amici, é consolatoria e incoraggiante, é presenza viva, é da considerarsi tantissimo per la salute delle emozioni e quindi della mente. Senza l'amicizia e senza l'amore la vita sarebbe moltissimo noiosa ( da : Schopenhauer).
Ma la storia che voglio narrare, di Kauko Räsänen e me, é recente. Entrambi ammalati ora, dopo moltissimi anni che non ci vedevamo (non ero più stato in Finlandia) ora sapendolo malato ero deciso ad andarlo a trovare. E lo feci. Quest'estate. Mia moglie mi aveva incoraggiato a farlo sapendo che lo desideravo tanto.
Un amico é un amico, un amico vero é come un fratello della vita.

Kauko Rasanen é l'artista scultore contemporaneo che più ammiro, lo ammiro come artista e come persona dotata di grande talent artistico ma, cosa per me ancora più importante, di grande senso di umanità.
E´ nato in Suistamo, Carelia, Finlandia il 23.2.1926 e, come tutti gli artisti veri, non si può considerare artista di un solo luogo (in questo caso la Finlandia e in questo caso la Carelia) ma dell'umanità.
Perché i veri maestri, secondo me, sono tanto geniali quanto umili, tanto onesti quanto di animo buono.
Per questo riescono in arte. Sono capaci di unire due valori che in teoria si respingono: il rigore e la libertà. E questo li rende unici e importanti, hanno fuso insieme, nei loro lavori riusciti queste due virtù le quali invece che respingersi riescono ad essere complementari.
Le sue sculture, soprattutto figurative, raggiungono il traguardo artistico in modo individuale, personale, lo contraddistinguono.
Ora la donna come madre e creatura (ma pure giustamente sensuale) ed é rispettata. La classicità si fonde con la sperimentazione riuscita delle sue medaglie scomponibili, medaglie che possono essere composte da più parti, si compongono e scompongono, quindi possono cambiare, metaforicamente dicendo: non avere più solo due facce.
Ama lavorare soprattutto (quindi non solo) il bronzo, medaglie sorprendenti e sculture modulari e pure in tutto tondo di piccolo, medio e grande formato. Questa estate, dopo circa venticinque anni, forse più , lo sono andato a trovare e non é cambiato che poco. La felicità di due vecchi amici che si rivedono dopo tanti anni é stata reciproca .
Artisti così ci appartengono, come fratelli e sorelle della vita e vanno considerati e difesi, e a loro apparteniamo come una famiglia di qualsiasi nazione, colore e cultura, famiglia globale non belligerante ma di pace e rispetto e quindi da amare, aiutare e da rispettare, una famiglia che si vuole bene e vuole bene pure alle altre creature. Essi ed esse ci difendono e ci considerano. Cosa che né i politici né i prelati né gli economist né i registi né altri VIP sanno fare.
Per costoro siamo soltanto dei numeri. Nessuno di loro aprirebbe la porta di casa ed ospiterebbe come un fratello e lo rispetterebbe come un fratello, un povero, uno straniero.
Invece Kauko Räsänen lo ha fatto con me e non ero che un giovane vagabondo, di passaggio per i sentieri tenebrosi e dai colori dell'arcobaleno della vita.

Vladimiro Rinaldi

FRIENDSHIP THERAPY

How good is friendship for mental health? Very good. When a friendship is true, it is also important for the emotions, friendship usually powers positive emotions, and supports negativity and consoles friends that are suffering. Friendship is comforting and encouraging. Friendship is a living presence, it is considered important for the emotions and thus for health of mind.


Without friendship and love, life would be really boring (from: Schopenhauer).


But the story I want to tell, of Kauko Räsänen and me, is recent. Both sick now; for many years we had not seen each other. Knowing that he was not well, I was determined to visit him. And so I did. This summer. My wife encouraged me to do so knowing that I wanted it so much.A friend is a friend, a true friend is like a brother.Kauko Räsänen is the contemporary sculptor and artist I most admire, I admire him as an artist and as a person endowed with great artistic talent but, more importantly for me, a great sense of humanity.
He was born in Suistamo, Karelia, Finland on 23.2.1926 and, like all true artists, can not be considered an artist of one place (in this case Finland and Karelia) but of' humanity.
The true masters, in my opinion, are as brilliant as humble, honest as the good hearted.
This is why they succeed in art. They are able to combine two values that in theory are opposites: rigor and freedom. And that makes them unique and important, they have succeeded in their work in fusing together these two virtues which instead of repelling are complementary.
His sculptures, mainly figurative, reach the artistic objective as individual and personal.
Woman respected now as a mother and now as a creature (rightly sensual). The classic blends with the success of his experimental decomposable medals: medals composed of several parts, that can be taken apart, so that they change, in metaphorical terms, no longer just two more faces.
Especially he loves to work (but not only) in bronze, surprising medals and modular sculptures in round; small, medium and large formats.
This summer, after about twenty-five years, maybe longer, I went to find him and hardly anything has changed. The happiness of two old friends who see each other again after so many years has been mutual.
Artists thus belong to us, as brothers and sisters of life and should be considered and defended, and they belong as a family of any nation, color and culture, a global family not belligerent, but of peace and respect and then to love, help and respect, a family that loves each other and also cares for all the other creatures. They defend us and consider us. What neither the politicians nor prelates nor economists or the film directors or other VIPs do. For them we are just numbers. None of them would open the door and take in to his home as a brother and respect as a brother, a poor man, a stranger.
Kauko Räsänen has done this for me and I was just a young drifter, passing along the paths and the dark colors of the rainbow of life.

Vladimiro Rinaldi

Sunday, 25 September 2011

I musei della resistenza dovebbero diventare anche scuole attive per la pace e la lotta contro i soprusi


I musei della resistenza non dovrebbero avere una visione limitata del concetto di resistenza.
In materia di cinematografia, ci si é spesso focalizzati su degli interventi audaci ad opera di gruppi coraggiosi contro la forza di un esercito professionale.
In realtà la resistenza é stata molto più ampia.
La resistenza contro un esercito invasore o di un regime brutale è stato fatto anche da milioni di piccoli atti di dignitoso coraggio da parte di gente comune: opuscoli consegnati, proiettili nascosti, ricercati aiutati invece di denunciati, a rischio della vita, un occhio chiuso apposta in un momento critico, un gesto di solidarietà ad un altro. La somma di tutte queste azioni fa spessore, ampliano giustamente il concetto di resistenza, che se ne parli e scriva con più generosità. Un fattore del quale riflettere, crea o rinforza il comune impegno di non cedere alla tirannia.
E'importante che i musei della resistenza documentino quanto più possibile questa resistenza dalla gente comune. E'importante perché mostra alle generazioni più giovani che tutti e tutte possono fare la scelta di resistere alla tirannia.

E'importante perché la scelta di resistere o di accondiscendere si verifica non solo di fronte agli eserciti invasori o ai regimi brutali. Si tratta di una scelta che le persone normali devono affrontare sempre, tutti i giorni, in mille situazioni e modi, se non vogliono accondiscendere all'abuso del potere, al bullismo, devono resistere combattendolo. La ricerca dimostra che la nostra società europea, democratica, è afflitta dal bullismo: nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle strade, nei quartieri, nelle associazioni e cooperative e finanche nei luoghi di cura.

Il bullismo è l'abuso del potere. Può essere il potere che deriva dalla forza fisica, ma spesso è il potere da una posizione di fiducia abusata, o da gerarchia verso i sottoposti, e la complicità dei vili servizievoli con i potenti e malvagi contro gli emarginati lo sta a rappresentare, contro chi si ribella o prova a farlo.

Bullismo nello stesso gruppo di lavoro, di scuola, di luogo della sanità, bullismo gerarchico e di prepotenti, incivile e comunque male sociale, comportamentale. Perché' essere parte di un gruppo sociale più forte e prepotente che attua il mobbing, il bulling,la prepotenza, l'abuso di potere e´condannabile e da resistere a tutti i costi.

La virulenza esercitata, che produce l´emarginazione e la sottomissione verso le persone più virulente,verso i prepotenti da parte dei più deboli che non si possono difendere produce molti tipi di mali, anche psichici. Un fenomeno nefasto della storia e della vita che va rimosso, una pratica, quella del bullismo, che va assolutamente contrastata, combattuta e non passivamente o complicemente accettata. Il fascismo ed il nazismo cominciarono cosí. I prepotenti e il silenzio complice dei dominati, degli impauriti, dei terrorizzati, degli indifferenti e degli ignoranti che ci credevano veramente alla prepotenza e al sevilismo verso i prepotenti come stile di vita.

Affinché i musei della resistenza non restino al loro stato di cimeli di storia (seppure tragica) ma diventino scuola attiva di pace e di lotta contro i soprusi devono stabilire i contatti con le organizzazioni serie, quali l'ONU, proporre e incoraggiare questa filosofia.

Con gente preparata e capace di insegnare, soprattutto attraverso il buon comportamento, e la storia non manipolata, sia la pace sia a combattere il bullismo,a denunciarlo l'abuso di potere. Va combattuto con strategia e metodologia e tanto buon esempio; ovunque esso si manifesti, si concretizzi, o appena accenna ad essere tale. Con tutte le nostre forze.

Ci vogliono persone equilibrate, gentili, oneste veramente(e non basta una tessera politica o una bandiera per esserlo o una laurea); persone ben selezionate e preparate ad insegnare la pace e la lotta contro gli abusi del potere, dando intanto l'esempio. Come iniziarla, portarla avanti e realizzarla la pace. in modo civile, con le organizzazioni che combattono veramente, no profit, Onlus, senza approfittarsi poi del loro ruolo, grado, eccetera... Senno' sarebbe inutile, il male si ripeterebbe. Cosa che é successa durante e dopo molte dittature.

Combattere il bullismo e la discriminazione dei nostri giorni é impegno di nuova resistenza, resistenza di pace, di democrazia. I padri e le madri e quanti altri e altre partigiani o fiancheggiatori e fiancheggiatrici dei partigiani ce lo hanno dimostrato. Bisogna recuperare il senso della dignità. Purtroppo i politici quasi in todo in questo sembrano incapaci: di dare il buon esempio. Che lo diano il buon esempio! Non li strapaghiamo perché, credono loro, sono belli e belle... ma perché servano il popolo: i cittadini.

Vladimiro Rinaldi (www.apoesidi.com)

Alcuni link utili da consultare:

La Commissione Europea: Lotta contro la discriminazione
Mental health and well-being at the workplace – protection and inclusion in challenging times
Mental well-being in school-aged children in Europe: associations with social cohesion and socioeconomic circumstances
Museo Storico della Liberazione
Dutch Resistance Museum
Les Chemins de Mémoire
The Museum of Danish Resistance
Norway Resistance museum
European Resistance Archive
Wikipedia: Resistance movements



Museums of resistance should become also schools for peace and against abuse

Museums of resistance should not take a limited view of the concept of resistance. It is true that daring acts against the might of a professional army make good action films but the reality of resistance was much wider. Resistance against an invading army or a brutal regime was also made up of millions of small acts of courage by ordinary people: pamphlets delivered, bullets hidden, turning a blind eye at a critical moment, a gesture of solidarity at an another. The sum of all these actions is a communal resolve not to give in to tyranny.
It is important that museums of resistance document as much as possible this resistance by ordinary people. It is important because it shows younger generations that everyone can make the choice to resist tyranny. It is important because the choice to resist or to acquiece occurs not only in the face of invading armies or brutal regimes. It is a choice that still faces ordinary people everyday. Research shows that our democratic society is riddled with bullying in our workplaces and schools.
Bullying is the misuse of power. It can be the power that comes from physical strength but often it is power from a position of trust or from being part of a stronger social group. Museums of resistance should establish contact with groups and organisations that combat bullying and discrimination. They should emphasize that resistance to the misuse of power is not just something to read about in history books. It is a responsibility for everyone everyday.

Thursday, 9 June 2011

L'impatto delle crisi economiche sulla salute mentale

L'impatto delle crisi economiche sulla salute mentale



Impact of economic crises on mental health


L’intero testo pubblicate dall’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ (ONU)in inglese e’ disponibile a: http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0008/134999/e94837.pdf


TUTTI I ROLEX DELLA VETRINA

Tutti i Rolex della vetrina
segnano l'ora dei poveri
di tutti coloro
che ambiscono alla mensa popolare
coi i loro ritratti di firmamento
Io penso che solo i politici
sanno mentire bene.
Maestri della bella vita che fanno,
a loro serviamo solo per i voti.
Ma pure a produrre e per le guerre.
Però i carnefici
stanno pure tra di noi.
Perché Dio non li strafulmina
resta un mistero.


ALL THE ROLEX IN THE SHOP WINDOW


All the Rolex in the shop window
tell the time for the poor
for all those
who hope to make the soup kitchen
with their heavenly portraits
I think that only the politicians
know how to lie well.
Masters of the good life that they have,
they only need us for votes.
For production and for wars.
But there are persecutors also among ourselves.
Why God does not fulminate them
remains a mystery.



Vladimiro Rinaldi



Monday, 6 June 2011

Dove stanno i pazienti quando si fanno le decisioni a proposito della loro salute?



Indicazioni etiche pubblicate dall’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ (ONU)


Stralcio di traduzione dall'inglese e commento in Italiano - Vladimiro Rinaldi


La questione politica: il coinvolgimento del paziente
Di tanto in tanto, tutti i cittadini devono prendere decisioni importanti che interessano la loro salute. Per prendere le decisioni in tal merito, i pazienti devono prima essere informati che ció esiste ed esserne altresi’ istruiti.
I piani per sostenere l'istruzione dei pazienti e il loro coinvolgimento dovrebbe quindi essere un elemento fondamentale della politica sanitaria. Inoltre, i pazienti possono svolgere un ruolo importante nella comprensione delle cause della malattia, proteggere la loro salute e prendere opportune misure, la scelta di trattamenti appropriati per episodi acuti di malattia, e la gestione di malattie croniche. Tali ruoli devono essere riconosciuti e sostenuti.

Opzioni politiche
Le strategie per promuovere un ruolo attivo per i pazienti dovrebbero prestare attenzione: all’ alfabetizzazione della salute(ovvero alla conoscenza di ció che vuol dire, sin da l'inizio, per i pazienti,la salute,il diritto ad essa e come fare valere il diritto -Nota aggiunta),decisioni condivise tra pazienti e operatori, partecipative e di auto-gestione delle malattie croniche.

Una serie di interventi hanno dimostrato di essere efficaci nell´ alfabetizzazione della salute, la promozione del coinvolgimento del paziente nelle decisioni di trattamento, e di portare il paziente a livello di conoscenza necessaria, di svolgere un ruolo attivo in auto-gestione delle malattie croniche.

Questi interventi comprendono:
• dare le informazioni scritte in modo chiaro che integrino le consultazioni cliniche
• siti web e altre fonti di informazione via internet
• supporto via internet personalizzato
• formazione per gli operatori sanitari sulle tecniche di comunicazione
• insegnamento personalizzato per il paziente al fine di interagire con l’operatore sanitario
• aiuti per i pazienti a come arrivare a una decisione
• programmi di formazione per i pazienti sull’ autogestione della malattia cronica.

Conclusioni
Vi è ora una base di risultati concreti su cui costruire strategie efficaci per l'informazione e i diritti dei pazienti e coinvolgerli nella cura della loro salute e l’assistenza sanitaria. E 'importante che la politica sanitaria prenda in considerazione questi risultati, basi le sue azioni su di essi e contribuisca a migliorarli ancora di piu’....

Perché l’alfabetizzazione sanitaria è fondamentale per accrescere il coinvolgimento dei pazienti nella loro cura, tutte le strategie per rafforzare l'impegno dei pazienti dovrebbero mirare a migliorare l'alfabetizzazione sanitaria stessa. Se il problema della cultura della salute non viene affrontato, c’e’ il rischio che la disuguaglianza in materia di salute si possa ampliare.
Quando i pazienti non sono resi passivi dagli operarori ma sono coivolti attivamente nella loro propria cura, porta a risultati migliori.....

Strategie di informazione e diritti per i pazienti ,e per il miglioramento della capacità dei sistemi di assistenza sanitaria ,dovrebbero essere prioritarie nella politica sanitaria....

Questo è importante non solo perché è la cosa giusta da fare, ma anche perché può essere il modo migliore per migliorare la salute delle persone e garantire la futura sostenibilità dei sistemi sanitari.

Riferimento
L’intero testo in inglese e’ disponibile a:
http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0007/73285/E93419.pdf


Commento
Non tutti i pazienti, e non tutti gli operatori, conoscono l ´uso corretto dell´informatica, del computer. Moltissimi pazienti e moltissimi operatori e operatrici non lo conoscono.

In considerazione di cio’ bisognerebbe tenere conto, intanto, dell’insegnamento felice del computer per i pazienti in primis, o a pazienti e i loro operatori insieme, dell´uso corretto e disinvolto del computer. Con dei corsi mirati per persone di eta' e capacita' di memoria diverse, corsi fatti bene, con linguaggio chiaro, tenuti da docenti preparati e dai modi molto gentili.


Wednesday, 21 April 2010

Contro lo stigma e i maltrattamenti

Il Comitato anti-tortura del Consiglio d’Europa pubblica il suo rapporto sull’Italia
.......Per quanto concerne l’ospedale psichiatrico giudiziario Filippo Saporito (OPG) di Aversa, il rapporto pone in evidenza le scadenti condizioni della struttura e la necessità di migliorare il regime quotidiano di degenza dei pazienti, aumentando il numero e la varietà delle attività trattamentali quotidiane loro garantite. La delegazione ha inoltre riscontrato che alcuni pazienti erano stati trattenuti nell’OPG più a lungo di quanto non lo richiedessero le loro condizioni e che altri erano trattenuti nell’ospedale anche oltre lo scadere del termine previsto dall’ordine di internamento. Le autorità italiane hanno fatto valere nella loro risposta che l’ospedale è in corso di ristrutturazione e che la legge non prevede un limite per l’esecuzione di misure di sicurezza temporanee non detentive.

In merito al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) presso l’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, la delegazione ha concentrato l’attenzione sul ricorso al trattamento obbligatorio dei pazienti. Il Comitato raccomanda di apportare miglioramenti alla fase giudiziaria della procedura relativa al trattamento sanitario obbligatorio.


Links

Report to the Italian Government on the visit to Italy carried out by the European Committee
for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CPT)
from 14 to 26 September 2008


Response of the Italian Government

Definizione della salute mentale da parte dell'ONU

Legge Basaglia: un percorso ancora in divenire…
di Rosaria Uglietti

Monday, 1 February 2010

Vitalità della montagna terapia nel contesto di (ri)educazione alla gestione del sè emotivo ed il reinserimento alla vita sociale

Sarà pure un titolo lungo. Ma in un blog o in sito web ritengo sia preferibile sacrificare la vanità dell ‘ autore al fine di aiutare il lettore a recepire rapidamente il significato e lo scopo del testo stesso.

Già è diventato faticoso leggere e le immagini (molto spesso abusate) la fanno da padrone.

Premesso che l’editoria è di sistema e poco di buono si salva in libreria. Ormai la televisione, la abbiamo in casa come un piccolo totem lesivo ma del quale non si può fare a meno: anche se la sappiamo violenta, volgare, di propaganda politica, di sozzure pubblicitarie che vanno ad annidarsi nella nostra memoria, di pessimo livello informativo e molto banale (a parte qualche eccezione che sembra inserita apposta per farci credere il contrario...).

E perchè allora ci tuffiamo con la testa nel televisore appena entrati in casa o subito dopo? Perche ‘ umiliamo così la nostra mente ? Perchè fuori è ancora peggio (per questo furono costruite in modo così orrendo i quartieri popolari,le città edificate solo per i profitti e la vanità -davvero effimera- degli urbanisti, dei costruttori, degli speculatori): non c’è né più valida comunicazione umana, significativa oltre la stucchevolezza delle parole; nè la natura a favorirla, nè le tradizioni. E non si sa dove andare ; c'è solo traffico, consumismo e degrado.

Siamo circondati dai brutti palazzi, noi siamo messi in mezzo come incastrati o circondati da un branco vorace di claustrofobiche strutture. La natura nelle grandi città, specialmente nei quartieri dormitorio anche detti popolari, non esiste più, da tanto tempo, e dove ancora ne esiste un pò o è recintata o derubata da "furbi" che se la annettono: abusivamente e da prepotenti. La gente onesta quasi non se ne accorge più che, sia pure ridotta a un rottame, a uno squarcio la natura (quel che
di essa rimane) resiste. E' più tenace e combattiva di noi, non egoista e nemmeno ipocrita. Vale darle una mano o da questo inferno non usciremo più.

Qualche pit bull o rottweiler nel risicato giardinetto circola senza museruola, dei brutti ceffi con le motorette o senza le motorette la frequentano, le panchine sono tutte rotte e raramente si vede in giro per garantire la pubblica incolumità qualche poliziotto, carabiniere o guardia parco.

Una grave sindrome collettiva, al pari (se non peggio ancora) dell AIDS e della droga.

Quindi, per chi non vorrà continuare a leggere, spero che almeno il titolo abbia detto o suggerito qualcosa. A me la montagna terapia piace e fa bene: fa bene in quanto si ritorna alla natura. Ed altresì è consolatoria e benefica ancor di più quando dopo i sentieri vissuti insieme si rientra in albergo accogliente. A me una casa accogliente, popolare o non popolare, nonostante i tantissimi anni di lavoro e l'invalidità non mi hanno dato nè consentito di avere.

In albergo decente abbiamo tutti e tutte una stanza dello stesso tipo. Compresi gli operatori. In stanza si sta da soli o in due dello stesso sesso. E gli operatori non si vanno a divertire senza di noi, dopo avere mangiato insieme al ristorante (i posti non vengono stabiti per gerarchia in quanto non esite una gerarchia (se c'è non ce la fanno pesare nè avvertire). Se si esce insieme per prendere un caffè, un gelatino o una camomilla, a piacere, a nessuno è dato di "approfittare" magari chiedendo di più. I soldi della USL, quindi dei contribuenti, e quindi pure vostri e nostri, sono quelli e basta.
Questo, invece di affliggerci, ci rende felici (almeno io la interpreto così) in quanto non umilia ma, al contrario: invita al rispetto dei limiti delle cose e ristabilisce un altro passo verso la riacquisizione della dignità. Quando si rientra, le infermiere e gli operatori psichiatra e psicologi ci chiedono se abbiamo bisogno di aiuto con la terapia. E ci chiedono gentilmente di svegliarli se di notte abbiamo bisogno di qualcosa. Di notte se uno vuole uscire, può farlo, nessuno glie-lo-vieta. Non è come stare in una clinica psichiatrica o, peggio ancora, al manicomio.

E' come stare in famiglia, una ritrovata famiglia dall'antica memoria ,fin troppo e purtroppo "dimenticata ", del tutto umana ,che vieta alla parte più disumana di impedire di essere più umana ,in quanto è consolatoria, conciliatrice, riconciliatrice e più conveniente che la richezza o il grado individuale.La famiglia allargata: finanche alle parentele più lontane e al vicinato il quale è umano, appartiene alla nostra stessa specie (anche se non si direbbe, talvolta, per come si comporta oppure ci comportiamo).

Noi appartiemo a noi stessi e al prossimo siamo parenti dei alberi e delle coccinelle la riva e le montagne. Lo sapiamo e lo dimenticiamo ogni volta.

E ' la tribale antica famiglia fatta pure di buon vicinato e allargata se vogliamo all'infinito, della quale non si può fare a meno. Un archetipo che abbiamo finito per detestare: colpa la voglia di potere, di predominio, di sublimare la vanità con il comando e la sottomissione dei i più deboli, colpa i profitti, colpa i politici e colpa le individualistiche connivenze che creano gruppo, sottogruppo ed antigruppo. Non siamo più interconnessi in un unisono armonioso ma contrapposti in fazioni conflittuali.

Ma un archetipo dal quale non ci si può troppo allontanare. Cosa che è avvenuto culturalmente e le consequenze sono ferite profonde all'animo individuale e collettivo che ricorre sempre alla "volontà degli dei", disperatamente e inutilmente. Non accorgendosi che il divino è dentro e fuori di noi in una conciliazione-riconciliazione.

Ci si deve conciliare e riconciliare intanto con noi stessi; poi collettivamenti come individui insieme che si aiutano, si cercano, si aspettano e si dividono l'acqua, il cibo ma pure i compiti: le fatiche secondo le possibiltà e le ricompense in modo uguali. E la famiglia così cammina insieme, va bene e migliora la sua stessa salute.

Non più gruppo e sottogruppo ma in armonioso insieme: globale, che non è la globalizzazione. Non è riferito ai profitti ad esclusivo beneficio di singoli o di categoria, che vietano ad un altro individuo o ad un altra categoria di elevare sia la dignità che lo spirito, di essere compartecipi a questo giusto, e desiderato dai miti, processo di crescita dello spirito.

Forse la mia interpretazione risente dello stato d'animo e di migliore riflessione necessità, ma io non desidero andare avanti adesso. Non abbiamo fatto insieme che un piccolo tratto di quel sentirero aspro, difficile e meraviglioso che ora è la montagna e ora è la vita stessa.


Lo so non è semplice. Lo capisco da me, e quindi invito chi lo vorrà fare di continuare la lettura di questo redatto testo. Mettete uno schermo di protezione alla vista al vostri PC o i dovuti occhiali contro quei malefici raggi.

A meno di non volere fare uso di una stampante.


Per circa cinquant’anni (mezzo secolo) ho assunto farmaci dai quali ormai dipendo. Non per guarirmi ma per tenere “sotto controllo” il mio disagio mentale (che è pure disagio sociale e ambientale: la periferia di Roma, delle zone cosiddette popolari somigliano all'inferno immeritato per quanto sono brutte, e nonostante ciò non ho mai ottenuto una casa popolare). Sarebbe stato molto meglio per me e più dignitoso per loro che avessero cercato veramente di risolvere il problema.

Gli psicofamaci possono guarire la povertà ?

I sonniferi possono cancellare il degrado ambientale e restituirci la natura e il clima ?

La psicoterapia (ammesso che la si faccia nella maniera giusta) può guarirci dalla follia dei politici, dalla gerarchia narcisista della pubblica amministrazione, dalla corruzione, dall'evasione fiscale, dal conflitto di interessi e dall'immunità parlamentare?

Sono stato sottoposto a trattamenti farmacologici e un pò di cosidetta psicoterapia di gruppo e consulting. Il trattamento farmacologico a base di psicofarmaci: antidepressivi, ansiolitici, sonniferi, eccetera, mi ha sì aiutato. Specialmente quando sapientemente prescritte, tali medicine sono utilissime e sarebbe una sciocchezza non tenerne conto. Però solo la terapia farmacologica non serve.

Nel mio caso, mancando le indagini non invasive e le psicoterapie di sostegno ben mirate, mi ha reso solo farmaco dipendente e mai risolto il problema. Le medicine e anche la corretta psicoterapia che servono veramente andrebbero date gratis dallo stato sociale(welfare) agli aventi bisogno.
Perchè costano tanto le terapie che fanno bene veramente, eccetera ...

Sono un utente etichettato per malato di mente (Sic) e invece, secondo me, sono malato soprattutto di degrado economico, sociale, loggiativo e ambientale,
eccetera, eccetera. Poi sì (e perchè no ? ); il male può avere a che fare pure con il carattere, con la Storia - sono nato sotto i bombardamenti di Roma - con i traumi psichici dell'infanzia e non soltanto dell'infanzia. Bisogna saper ragionare a 360 gradi.

Affidarsi soltanto alla terapia farmacologica e dimenticare l’insieme dei problemi che portano al disagio psichico è un imperdonabile limitatezza. Crea dei farmacodipendenti a vita, dei drogati di medicine, che comunque non li guariranno perchè oltre ai farmaci CORRETTAMENTE dati, c’era e c’ è bisogno pure di ben altro.

C'è bisogno di amore.

Pensare di trattare il disagio psichico nelle sue molteplici forme solo con gli psicofarmaci è limitativo, da ignoranti o in cattiva fede, ci vuole di meglio, ci vuole di più e ne beneficia l’intera collettività - oltre che per la funzionalità di sostegno e reinserimento dei soggetti affetti, ci si guadagna in immagine di civiltà di cui purtroppo non siamo mai stati considerati molto capaci, o all’ avanguardia, in Italia.

Ed è un vero peccato perché non ci sono mai mancati i validissimi intellettuali, in Italia emarginati,

che altrove, invece, hanno fatto scuola: San Franceso di Assisi, Mario Basaglia, Antonio Cederna e loro colleghi e colleghe.

L’immagine di civiltà o di inciviltà che un Paese dà di se stesso o l’ottiene stando ai fatti, non consiste nella storia passata fatta di illustri vestigia ma piuttosto nel vivere organizzato presente civile davvero, ed è direttamente proporzionale al livello di validi aiuti che esso riserva oppure nega alle classi meno abbienti.

E per come costruiscono le periferie e per come tengono o non tengono all’ambiente. Il dramma dei quartieri dormitorio e dei senza case è globale come è globale la sofferenza, le tante forme di emarginazione, la criminalità e un certo tipo di disagio mentale hanno radici pure in queste cose.

Il livello di civiltà, di intelligenza, di cultura, di giustizia o ingiustiza vengono valutati e severamente giudicati. Ci si creda oppure no, è proprio così. E non è cosa da poco. La contraddizione è che ovunque si tende a giudicare solo
i difetti altrui e non i propri. E questo lo dico ai grandi papaveri ben pagati dell'Unione Europea e altrove.

Rifarsi il look in televisione non convince nessuno. E' la sostanza che conta.

Ora faccio parte come paziente di un gruppo, che fa capo a un DSM, diretto da validi operatori i quali sono qualificati non solo come psicologi e psichiatri ma che amano pure la montagna e sono soci, da lunga andata, del Club Alpino Italiano. Qualità essenziali per il buon funzionamento della montagnaterapia. Come è essenziale anche la gentilezza. Guai se dovessero arrivare anche qui a guastare tutto gli arroganti e gli improvvisatori della psichiatria e della psichologia!

E dopo la terza uscita con loro e i compagni e le compagne come me ritrovo il senso della famiglia allargata (tradizione popolare tra le migliori a Roma,
andata purtroppo perduta come i prati aperti e le marane). Prima mi sentivo tanto solo e tanto male. Mi sento gia’ meglio!



Links Utili
Sopraimille: la terapia della montagna in psichiatria
Montagnaterapia: esperienze a confronto sulla 'montagna che aiuta a guarire' Ottobre 2006
Associazione Sportiva Dilettantistica delle Torri
Green Paper Improving the mental health of the population, Towards a strategy on mental health for the European Union. October 2005
Libro Verde Migliorare la salute mentale della popolazione. Verso una strategia sulla salute mentale per l'Unione europea, Ottobre 2005

Tuesday, 8 December 2009

Climate Change
Copenhagen December 2009

By Vladimiro Rinaldi.

Copenhagen seems the same as always, people go around like on all the other days, long faces, few smiles. To be honest they are almost always like this with foreigners, but perhaps it’s the grey outside and inside that I don’t like much. The philosopher, Jigoro Kano, inventor of Judo, wrote (in Japanese) a haiku sweet and full of hope : Spring will return.

In Copenhagen, everything seems, for the Danes that live here anything but a different day, a rather special day: today the start of the UN summit on environmental problems, the changes in climate due to the excessive warming of the atmosphere that involves the whole planet. And as a consequence the creatures including us those responsible for the threat that is already happening.

Maybe it’s only interesting to this foreigner who goes around on foot amongst the Danes and speaks English to communicate, to record what the atmosphere is like.

The fact is that no one trusts politicians any more, we consider them false, inept and gluttonous, able to unleash wars and plan acts of terror but not to heal the wounds or hope in the change of route that is really needed. And this is not just the Danes.

One really doesn’t sense an air of celebration or hope. Dear politicians who govern the world, repair the damage or no one will ever believe you again. We need your good example, your good behaviour and not just an electoral bluff in order to have faith in you.


Gro Harlem Brundtland, Special Envoy of the United Nations Secretary-General on Climate Change and one of the recognized international leaders of sustainable development.



Living a special event like this meeting of the leaders of the countries of the world here for a meeting on one of the most worrying themes the overheating of the planet and its dreadful effects in the short, medium and long term.

The event, seemingly without conviction in the eyes of the people deluded yet again by their national politicians and the world’s, merits reflection as well as importance. This could be our last chance. Life or death doesn’t seem to matter much to anyone any more like in a horror or science fiction film. Floods of subliminal messages and disinformation, useless comments and banale talk shows on TV. Or where we have even participated via blogs with our protests in different languages and then nothing changes.


These governments and how many others command the nations and in the world have left us insensitive even to horrors. We are hypnotized and we are almost aware of it. Indifference (a terrible ill) feels like an antidote against the evils and the mental condition, provoked in us by the global political and economic gurus of every sort and type.


International Exhibition on Climate Change in the Botanic Garden, Copenhagen


Instead of meeting to talk, you need to get a move on to solve the problems and for this you have your energies and minds to use and to use for the good of the people and the environment and not against the people and the environment. I am talking to all of you.

The oceans of dollars, euro and all the currencies of the world spent on arms need to be spent to solve the social, envoronmental and climate problems.

And your powerful and less powerful armies, navies, airforces transformed into armies of peace and not of death and destruction.

The most sophisticated technologies in the service of good not bad.

The soldiers are soldiers of peace and not war or terrorism and they know each other working together with you together with everyone in a global effort and without tyranny or bluff shoulder to shoulder in defence of fragility and what has not been wanted so far starting a new story a new benign humanism. A school of thought and behaviour. Beginning right with you, You that are leaders and rich should give a good example for a start while there are so many poor people suffering and dying.

Enough with vanity and narcissism, class difference and the taste of power. Enough! We are fed up with you.

So: the human resources and huge capital exist to be used in completely the opposite way to how they have been used so far.

To resolve social, environmental and climate problems move quickly and decisively to implement sustainable development. Maybe we are still in time.

So that you are not condemmed by history for the good that you didn’t choose to do.

Visit the official web site of the UN Climate Change Convention


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